Visita i MUSEI gratuitamente grazie a STRAVERONA!
Straverona non è semplicemente una manifestazione podistica, è una vera e propria festa per l’intera città, ed in quanto tale può e deve dare ai partecipanti l’opportunità di conoscere meglio i monumenti ed i tesori che Verona ha da offrire. Per questo motivo, come da tradizione, offre a tutti gli iscritti la possibilità di accedere gratuitamente a diversi monumenti e musei cittadini, nelle giornate di venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 giugno, semplicemente esibendo all’ingresso il pettorale della manifestazione.
Vediamo brevemente quali sono i luoghi che potrete visitare:
ARENA DI VERONA È il monumento più famoso di Verona, a tal punto che può ormai essere considerato il simbolo stesso della città assieme alle figure di Romeo e Giulietta. Costruita probabilmente nel I secolo d.C., come tutti gli anfiteatri anche l’Arena nasce per ospitare gi spettacoli dei gladiatori ed è possibile, sebbene non certo, che fosse utilizzata anche per il martirio dei cristiani. Nel XII secolo una serie di terremoti portarono al crollo della parte esterna della cinta dell’anfiteatro, della quale rimane solo un tratto di pochi metri che dà origine alla cosiddetta “ala”. In epoca comunale e scaligera, si tennero all’interno dell’Arena delle lotte giudiziarie: in alcuni processi dal verdetto incerto, gli interessati potevano ricorrere a dei lottatori professionisti per risolvere la questione. Nel 1278, per ordine di Alberto I della Scala, all’interno dell’anfiteatro furono arsi sul rogo quasi 200 eretici patriani catturati a Sirmione; nello stesso periodo, l’Arena diventa il luogo preposto all’esercizio della professione più antica del mondo: un’ordinanza sempre di Alberto I della Scala stabilì infatti che le prostitute potessero abitare esclusivamente negli arcovoli dell’Arena, e così continueranno a fare fino alla metà del ‘500 circa, quando ad esse si sostituirono artigiani e commercianti. Fra il 1500 ed il 1600 si tennero all’interno dell’anfiteatro diverse giostre cavalleresche, con cavalieri provenienti non solo da Verona, ma anche da terre straniere, mentre dal 1700 divenne famoso lo spettacolo della caccia dei tori, in cui un toro (o un bue) si misurava con dei cani addestrati da macellai, spettacolo che ebbe una discreta fama fino all’inizio del 1800. Nel 1822 l’anfiteatro viene utilizzato per la prima volta come teatro d’opera, rappresentando una coreografia con preludio lirico composta da Gioacchino Rossini. Sempre nell’Ottocento, l’Arena fu teatro di gare di equitazione e gare velocipedistiche, spettacoli di ascensione con aerostato e persino…il gioco della tombola! Attualmente, l’Arena di Verona è il più grande palco d’opera in Europa ed ospita, oltre al Festival Lirico, numerosi concerti di musica contemporanea.
TEATRO ROMANO Costruito nello stesso periodo dell’Arena, sulla riva settentrionale dell’Adige, il Teatro Romano ha subito nel corso degli anni un deterioramento maggiore rispetto a quello dell’Anfiteatro, al punto che oggi ne sono visibili esclusivamente i resti. Originariamente, si componeva di due parasceni laterali, un muro dietroscenio ed un frontescena articolato in tre grandi nicchie: una centrale curva e due laterali quadrate. Il frontescena era riccamente decorato con statue e costituiva il fondale fisso per gli spettacoli. Davanti alla scena c’è il proscenio, limitato dal pulpito, dietro al quale si trovava il sipario. Le gradinate, con una lunghezza massima di 105 metri, si appoggiano su colle San Pietro e sono divisi in due settori. Riscoperto solo nel tardo ‘800, attualmente il Teatro Romano ospita l’Estate Teatrale Veronese e diverse altre rassegne, oltre a concerti di musica contemporanea e jazz.
CASA DI GIULIETTA Palazzo medievale realmente appartenuto alla famiglia Cappelletti, nota anche come Capuleti, la Casa di Giulietta è situata a breve distanza da Piazza delle Erbe e deve la sua fama alla tragedia di Romeo e Giulietta, scritta da William Shakespeare ed ambientata proprio a Verona, che ha ben saputo sfruttare la notorietà derivante da quest’opera riconoscendo all’interno della città i diversi luoghi in cui la vicenda si sarebbe svolta. Prima di diventare la Casa di Giulietta, l’edificio è stato nel XIV secolo un hospitium a Capello, ovvero la residenza della famiglia Capello, che vi esercitò il mestiere di farmacisti fino alla fine del XV secolo. In seguito, divenne uno stallo con albergo, subendo numerose trasformazioni nel corso degli anni. L’aspetto attuale dell’edificio viene modellato alla fine degli anni ’30 tramite una serie di fantasiosi restauri che miravano a ricreare l’antica scenografia medioevale, compreso il famoso balcone, che nella realtà nasce dall’assemblaggio di resti marmorei del XIV secolo…poco romantico vero? Per consolarvi, non dimenticate di toccare il seno destro della Giulietta in bronzo posta nel cortile, dicono che porti fortuna!
TOMBA DI GIULIETTA Un altro luogo legato alla leggenda di Romeo e Giulietta è la tomba ove si compì la tragedia dei due amanti, situata appena fuori dalle mura come vuole la tradizione shakespeariana. La Tomba di Giulietta rivive fra le mura dell’ex convento di San Francesco al Corso, nel cui orto giaceva da decenni, se non di più, un sarcofago in marmo rosso. Privo di coperchio e completamente vuoto, fu identificato come sepoltura di Giulietta già dall’inizio dell’Ottocento, nonostante il racconto affermi che i due innamorati giacciano nella stessa tomba per volontà delle rispettive famiglie. Ma si sa che la veridicità è di poco conto quando si parla di tragedie romantiche, e così il luogo diventa fin da subito meta del pellegrinaggio di visitatori più o meno illustri, fra i quali ricordiamo, ad esempio, Maria Luisa d’Austria, vedova di Napoleone, George Byron, Heinrich Heine e Charles Dickens. Anche la Tomba di Giulietta ha subito alla fine degli anni ’30 l’intervento restauratore di Antonio Avena, già curatore dei lavori alla Casa di Giulietta, che sposto all’interno il sarcofago e realizzò un nuovo e più decoroso accesso al chiostro, attribuendo al sito l’aspetto che ha ora.

CASTELVECCHIO Originariamente chiamato Castello di San Martino in Aquaro, Castelvecchio ospita attualmente il Museo Civico di Verona ed è il più importante monumento militare della signoria Scaligera, fulcro dell’intero sistema difensivo cittadino ed in seguito, per un breve periodo, anche residenza urbana fortificata. Costruito nella prima metà del XIV secolo, assume il nome di Castel Vecchio solo dopo la costruzione dei Castelli San Felice e San Pietro. Venuta quindi meno, in epoca viscontea, la sua importanza militare, in epoca veneta Castelvecchio era usato come residenza del castellano e del cappellano, caserma, arsenale d’artiglieria, armeria, polveriera e magazzino per le riserve alimentari, mentre parte del Mastio era utilizzata come carcere. Alla fine del ‘700 diventa sede del Veneto Militar Collegio, istituto per la formazione di ingegneri da inquadrare in un corpo tecnico militare, che rese necessario effettuare alcuni lavori di ampliamento delle strutture preesistenti. Durante l’occupazione napoleonica, il castello fu nuovamente adattato ad arsenale e ridotto difensivo urbano, apportando notevoli cambiamenti alla struttura dello stesso: le torri furono coperte da volte casa mattate, nei muri vennero aperte le cannoniere e la merlatura delle cortine fu eliminata. Nel corso degli anni venne mantenuta la primaria funzione militare dell’edificio, tanto che tutt’oggi ospita il Circolo Ufficiali.
MUSEO DI CASTELVECCHIO Ospitato all’interno di Castelvecchio, si estende per circa 30 sale nelle quali si trovano le diverse collezioni, che si dispongono dentro e fuori suggestivi cortili, saloni, mura altomedioevali, camminamenti di ronda. Il museo ospita una collezione di scultura romanica i cui pezzi provengono perlopiù da edifici religiosi crollati o distrutti nel corso dei secoli, diverse collezioni pittoriche di scuola veronese e veneta ed i disegni del progetto di restauro dell’edifico, condotto fra il 1958 ed il 1974 da Carlo Scarpa. Potrete trovare inoltre un’interessante collezione di armi ed armature medievali e rinascimentali, fra cui la spada di Cangrande, oltre a ceramiche, oreficerie, miniature ed alle antiche campane cittadine.
MUSEO LAPIDARIO MAFFEIANO È il secondo più antico museo pubblico d’Europa, dopo i musei capitolini di Roma. Istituito alla metà del XVIII secolo per volontà del marchese Scipione Maffei, il museo sorge nello spazio compreso fra le antiche mura che congiungevano Piazza Bra e Castelvecchio ed ospita una notevole collezione di lapidi: da quelle locali paleovenete, a quelle etrusche e romane, includendo quelle greche e quelle cristiane, quelle medievali e persino alcune di provenienza araba. La visita si conclude con una passeggiata sopra i Portoni della Brà, attraverso un collegamento che supera le mura scaligere e conduce alla Gran Guardia, offrendo una splendida veduta su una delle piazze più belle del mondo.
MUSEO DI STORIA NATURALE Il Museo Civico di Storia Naturale di Verona, sito nello storico Palazzo Pompei, nasce alla fine degli anni ’20 per conservare collezioni scientifiche e naturalistiche acquisite attraverso lasciti, donazioni e acquisti da parte di privati ed enti pubblici. Le sale sono organizzate nelle sezioni di Botanica, Geologia e Paleontologia, Preistoria, Zoologia, e contengono reperti eccezionali, come i numerosi fossili provenienti da Bolca e gli oggetti preistorici rinvenuti in alcune palafitte sul lago di Garda. All’interno del museo è inoltre contenute la più ricca biblioteca scientifica della città, che annovera migliaia di volumi e pubblicazioni specialistiche consultabili da chiunque.




